Masaniello, il rivoluzionario tra luci e ombre
Dal 7 al 16 luglio 1647 divampa la rivolta guidata da Masaniello, riuscendo a conquistare l’abolizione di tutte le gabelle e il riconoscimento per il popolo di una rappresentanza eguale a quella dei nobili. Ma l’evolversi impetuoso degli avvenimenti e il peso del potere conducono il giovane pescivendolo a dare ben presto segni di squilibrio e di incontrollata prepotenza, a tal punto da inimicarsi i suoi stessi compagni di lotta. Il 16 luglio Masaniello viene ucciso proprio dai suoi, il corpo decapitato e la testa portata al Viceré come segno della morte. Ma il giorno dopo, quando nuovamente viene reintrodotta la gabella sulla farina, gli umori popolari di nuovo cambiano segno: il corpo e la testa di Masaniello vengono raccolti, lavati, ricuciti e portati il 18 luglio in sontuosa processione per tutta la città. La rivoluzione popolare durerà ancora alcuni mesi, per poi spegnersi il 6 aprile 1648 con il ritorno della città nel pieno controllo degli spagnoli.
Fin qui la cronaca. Ma rimangono sospese molte domande. Quella di Masaniello fu la scintilla provocata da una gabella sulla frutta, con una ribellione venuta dal nulla e svanita nel nulla? Oppure fu il risultato di contraddizioni sociali e di umori popolari sedimentatisi nel tempo e da tempo coscientemente covati? O si trattò di un vero e proprio disegno, di una regia orchestrata dal dottore in legge e sacerdote Giulio Genoino, quell’ottantenne personaggio che da decenni lottava per i diritti del Seggio del popolo e che riuscì a pilotare l’irruenza dell’umile pescivendolo?
Per decenni ci si è interrogati su questo, e ogni fase storica ha prodotto la sua interpretazione. Nell’Ottocento, dai suoi alti valori risorgimentali, Masaniello fu l’emblema di una rivoluzione antispagnola e lui stesso un patriota ribellatosi alla dominazione straniera. A cavallo del Novecento, Masaniello fu solo un popolano rozzo e incolto, un demagogo improvvisato divenuto strumento in mano d’altri e perciò rapidamente messo da parte. Oggi infine la ricerca storica si orienta a cogliere le luci e le ombre di quella rivolta che, nonostante la sua breve durata, ebbe comunque il valore storico di indebolire il secolare dominio spagnolo sulla città.



