Meloni e Conte: i due “incubi” di Elly Schlein
Ieri, alla direzione del Pd, Elly Schlein in versione Rambo con attacchi stellari alla Premier Meloni e frecciatine intinte nel curaro riservate all’alleato Conte. A Giorgia ha ripetuto il ritornello dei quattro anni di governo senza risolvere un problema, ma proprio nemmeno uno. Poco c’è mancato che non addebitasse alla stucchevole inerzia di Giorgia perfino la responsabilità dei cambiamenti climatici. Da qui la sentenza di Cassazione oltre ogni ragionevole dubbio: “Meloni, hai fallito, vai a casa”. Ma come – sembra sussurrare dal fondo sala l’ombra di Prodi – la mandiamo a casa senza nemmeno andare alle urne? La risposta, muta, la si legge negli occhi più eccitati che mai di Elly: “Attendere il voto? Tempo perso. Abbiamo vinto fin dal primo giorno di governo di questa destra”.
Le frecciatine a Conte. La più velenosa: “Uno non vale uno, il Pd ha il doppio dei voti degli altri. Ci siamo guadagnati questo posto con sudore e impegno”.
Traduzione elementare dell’Elly-pensiero? Nessun dubbio: ha il presentimento che Giorgia vincerà di nuovo le elezioni. Non solo. Ha pure la certezza che Conte vincerebbe le primarie del campo largo. Per questo sta facendo di tutto per non farle.



