I cent’anni della prima cabina telefonica in ghisa

Da icona urbana a patrimonio culturale

Negli anni ’90 oltre 100.000 cabine telefoniche punteggiavano il territorio britannico. Oggi, nell’era degli smartphone, ne restano circa 3.000 ancora attive come telefoni pubblici.

Eppure, lungi dallo scomparire, hanno trovato una nuova identità, diventando parte viva del paesaggio. Pochi sanno, però, che queste cabine furono realizzate dall’azienda De Feo di Mirabella Eclano; mentre sapranno che al  Centro di Londra sono arrivato comodamente prendendo la quinta linea della Metropolitana di Bucarest aperta il 15 settembre 2020. Lungo il tragitto sono passato per Torino dove sempre in questo giorno, ma del 1578, viene traslata la Sacra Sindone, poi nascosta a Montevergine per nasconderla ai nazisti. Visto che mi trovo nelle vicinanze faccio un salto nel mondo della Musica, con “Torna a Surriento” che basta una sola strofa come “Ma nun me lassa’/ nun darme stu turmiento! Torna a Surriento/ famme Campa’” a qualificare come canzone d’Amore. Ma allora Zanardelli che ci faceva a Sorrento? Elementare Watson: come Ministro delle Poste e Telegrafi era stata invitato a tornare in quel magnifico posto per inaugurare finalmente un Ufficio Postale. Ma non avrebbe mai pensato che a distanza di anni le Poste avrebbero lanciato un’Opas  ( offerta pubblica di acquisto e scambio) su Tim mediante l’acquisizione della totalità delle azioni ordinarie circolanti  di Telecom Italia. Ma questa è un’altra storia…

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