21 ottobre 63 a.C.: quella volta che Marco Tullio Cicerone…
L’Almanacco di oggi comincia da questa immagine che ci mostra Marco Tullio Cicerone il 21 ottobre del 63 a.C. mentre ottiene dal Senatus il ‘consultum ultimum ‘ per fronteggiare Catilina.
L’invettiva prosegue con le parole: «Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?»: «Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?».
La stessa invettiva Cicerone l’ avrebbe rivolta a ‘baffetto’ , cioè Massimo D’Alema che sempre nello stesso giorno, ma del 1998, diventa presidente del Consiglio.
Cosa che avrebbe fatto il 1867 , quando, vicino a Medicine Lodge Creek (Kansas) viene firmato un trattato fondamentale tra i capi indiani delle Grandi Pianure meridionali. Il trattato richiede ai Nativi americani delle tribù dei Plains di trasferirsi in una riserva nell’Oklahoma occidentale, e nel 1967 in piena guerra del Vietnam, quando più di 100.000 dimostranti si radunano a Washington. Una manifestazione pacifica al Lincoln Memorial viene seguita da una marcia sul Pentagono e da scontri con i soldati e gli United States Marshal che proteggono l’edificio (l’evento si protrarrà fino al 23 ottobre; in 683 verranno arrestati). Dimostrazioni simili si svolgono in Giappone ed Europa occidentale.
Episodio che, tornando all’attualità, ci dice che la storia ritorna con le violenze di Milano, Parigi o Tirana.
Un invito a non abusare della nostra pazienza, il grande oratore l’avrebbe rivolto, magari in napoletano, a Matteo Salvini, per il quale il Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito sulle grandi infrastrutture italiane. A rilanciare il progetto è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che lunedì 5 ottobre 2026 ha indicato come proprio auspicio l’avvio dei cantieri entro la fine dell’anno. Salvini è intervenuto a Rignano sull’Arno, in provincia di Firenze, durante la cerimonia organizzata per la conclusione degli scavi della nuova galleria di San Donato, lungo l’autostrada A1 a sud di Firenze. Proprio nel corso dell’evento dedicato a una delle principali infrastrutture viarie italiane, il ministro ha scelto di richiamare il progetto del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia, paragonandolo per portata e significato storico all’Autostrada del Sole.
Il riferimento temporale indicato dal ministro è molto chiaro. “Mi piacerebbe che entro quest’anno partissero i cantieri di un’altra grande opera pubblica visionaria che unisce il Paese come lo fu l’Autostrada del Sole 60 anni fa: ci sono 5 milioni di italiani che non sono collegati col resto d’Italia e col resto d’Europa”…



