Milano, Landini e l’ingenuità della Cisl
La presa di posizione Cisl sull’iniziativa Cgil oggi a Milano. Testuale: “La Cisl di Milano non aderisce alla manifestazione indetta dalla Cgil per mercoledì 21 ottobre in Piazza della Scala. Non la condividiamo nel merito e nemmeno nel metodo. Il metodo, prima di tutto. Tra organizzazioni sindacali ci si confronta e, se c’è convergenza, si organizza un’iniziativa unitaria. La Cgil ha invece fatto una fuga in avanti, come talvolta le capita. Ha scritto un appello e lo ha reso pubblico. Poi ha promosso una manifestazione e solo a quel punto ha chiesto a Cisl e Uil di aderire… Il secondo motivo riguarda i contenuti. Non condividiamo il testo dell’appello, che ha una connotazione politica forte e precisa. La Cisl è un sindacato autonomo, per questo ha chiesto ai partiti di non strumentalizzare questi gravi episodi di violenza per fare propaganda, e oggi si comporta di conseguenza”.
Cosa dire? Cisl coerente e coraggiosa. Ma anche un tantino ingenua. Non è mica una novità che Landini interpreti il suo ruolo immaginando di rappresentare una sorta di “santissima trinità” in accezione sindacale. Magari stavolta – sempre per stare nel ruolo uno e trino – invece di concordare la manifestazione con Cisl e Uil – lo ha fatto con Schlein e Bonelli. Cosa si vuole che sia: sempre tre sono! Eppoi, cara Cisl, come puoi mai pensare che Landini razionalizzi il suo istinto davanti all’occasione d’un titolo, solo per sé, sulla prima pagina del Corsera? Sarebbe come meravigliarsi che Dracula faccia un blitz nell’Ematologia del San Camillo e, una volta lì, chieda… un bicchier d’acqua.



