Sánchez “cade” e se la prende con l’opposizione

Il Premier spagnolo Pedro Sánchez, in carica dal 2018, idolo della sinistra italiana modello Schlein, si è dimesso ed ha annunciato nuove elezioni per il 29 novembre. Secondo quanto riferito a El País da fonti della Casa Reale, già domenica il Primo Ministro aveva informato delle sue intenzioni Re Felipe VI. I giornali spagnoli individuano nelle proteste di piazza per l’emergenza casa la causa principale che ha spinto il Premier ad aprire la crisi di governo.
Stralci della dichiarazione di Sánchez: “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per difendere gli interessi degli spagnoli… Durante il mio mandato si è ridotta la disuguaglianza e la nostra economia è stata quella che è cresciuta di più in Europa… Ci sono molte cose da correggere. Per fare di più abbiamo bisogno della gente, ma dobbiamo avere in Parlamento una maggioranza più ampia”.
Intanto in Spagna – sull’onda delle cronache che hanno portato alla luce scandali e affari di famiglia del Premier – suonano ad altissimo volume anche le altre campane, quella dei Vox ma soprattutto quella del leader del Partito Popolare Alberto Núñez Feijóo. Il suo mantra in vista delle elezioni di novembre: “La scelta è tra decadenza o cambio, bugia o cambio, incompetenza o cambio, divisione o cambio, corruzione o cambio”.
La spiegazione del Premier per la perdita di 500mila voti all’anno nell’ultimo triennio è invero un tantino debole e sa tantissimo di alibi. Ha detto: “Abbiamo dovuto lottare contro la peggiore opposizione della storia”. Sarà pure così. Ma probabilmente Sánchez non è bene informato sull’opposizione che sta avendo dal giorno dell’insediamento la sua collega Premier italiana, pur senza scandali e affari di famiglia. E comunque non si è dimessa. Anzi: viaggia a testa alta verso il quinto anno di governo.

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