Il campo largo e le orazioni funebri di Giuseppe Conte
Diciamolo una volta per tutte, senza peli sulla lingua e senza ipocrisie: alla prova dei fatti – leggi “ipotesi” Primarie per la scelta del candidato Premier – appare sempre più improbabile la tenuta del campo largo disegnato da Schlein sullo spartito del “testardamente unitari”. Forse la segretaria del Pd e i suoi sostenitori, gli ex Dc in particolare, non avevano ben capito quanto “testardamente intenzionato” di tornare a Palazzo Chigi, di contro, fosse il leader 5 Stelle Giuseppe Conte. E quanto ancor di più lo sia oggi alla luce di due sondaggi decisamente molto significativi: quello sulle Primarie, sempreché si facciano, che danno “Giuseppi” parecchi punti avanti ad Elly; e l’altro sulle intenzioni di voto per le politiche 2027, che secondo Pagnoncelli vedono il Pd scendere sotto il 20% e il M5S salire verso il 15%. In sostanza, due elementi che incoraggiano Conte ad andare avanti senza indugi. Perdippiù con un programma, già bell’e presentato, che sulle questioni di maggiore valenza, a cominciare dalla politica estera, appare assolutamente inconciliabile con le posizioni del Pd. In questa chiave va letto anche il temporeggiamento del Partito Democratico sul Sì alle Primarie e, insieme, il tentativo di ripiegare su un “federatore” in grado di convincere lo stesso Conte al passo di lato. Tattica che non ha alcuna possibilità di successo, visto che l’ex Premier lo ha fatto capire in tutte le lingue: o si fanno le Primarie oppure ciascuno se ne va per la propria strada. Anche a costo, per Conte, di tornarsene a fare l’avvocato.
Doppia morale del gran casino a sinistra. La prima: aumentano le probabilità che Elly Schlein esca da questa vicenda “cornuta e mazziata”. La seconda: il rischio, sempre più alto, che il campo largo si trasformi davvero in camposanto.



