De Luca e l’insulto di “iettatore” a Bonelli

Chi aveva immaginato che Vincenzo De Luca, ex governatore della Campania per dieci anni, una volta (ri)eletto sindaco della sua Città se ne stesse a fare lo Sceriffo di Salerno, abbandonando per sempre la scena politica nazionale, deve ricredersi e rassegnarsi per sempre. L’ultimo blitz l’ha fatto sabato: un video di un minuto rispetto al cui contenuto gli attacchi di Cicerone a Catilina appaiono complimenti. Nel mirino è finito il leader dei Verdi Angelo Bonelli. In sintesi: “Bonelli è il salice piangente della politica italiana. Perché, notoriamente, è un “portaseccia” in napoletano, un portasfiga in romanesco o, se vogliano unire l’Italia e utilizzare Manzoni, un mettimale, uno scampaforca… Quando viene fuori Bonelli il cielo si rabbuia, è uno dei produttori di depressione nazionale”.
La reazione di Bonelli contattato dal Corsera: “Davanti a tale violenza non so proprio come commentare. Cosa devo rispondere a una persona che mi ricopre di insulti sul piano personale? È il simbolo di una degenerazione che non è politica, ma culturale e umana. E De Luca la sta impersonificando al massimo”.
Cosa dire, se non che De Luca stavolta ha decisamente esagerato con gli insulti? Solidarietà al leader dei Verdi, dunque. Il quale, tuttavia, ci perdonerà se ci permettiamo di rilevare che anch’egli, spesso e volentieri, si lascia andare a qualche insulto: non alle persone, ma alla verità. Quando insiste nell’affermare – ad esempio – che il governo Meloni in quattro anni non ha fatto niente. Negare “testardamente” la realtà, caro Onorevole, è un insulto alla Politica con la P maiuscola, oltre che alla verità.

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