Schlein, Conte… e i conti senza l’oste

Le elezioni politiche del 2027 (a scadenza naturale o anticipata? Boh!), le primarie (forse) del campo largo per la scelta del candidato Premier. In gergo canzonettistico, si direbbe che i due principali protagonisti della Grande Ammucchiata, Elly Schlein e Giuseppe Conte, stanno “duettando”. Tuttavia, nonostante l’ottima volontà che ci mettono, il finto fair-play è palpabile: “steccano” ad ogni nota, si vede che suonano e cantano su spartiti diversi, si capisce oltre ogni ragionevole dubbio che ormai impiegano le notti per studiare come fregarsi, facendo comunque apparire che erano, sono e resteranno “testardamente unitari”. Giuseppe – che sarà pure un 5 Stelle straconvinto, ma resta un democristiano doc – dice (più o meno) a Elly: “Dai, visto che né tu né io molliamo, e così le Primarie riempiranno di sangue il campo largo, facciamo tutt’e due un passo di lato e scegliamo insieme un terzo nome”. Elly – che radical chic era e peggio è diventata – non vuole sentir ragione: a furia di arrampicarsi sui diritti, e non anche sui doveri, s’è convinta che ha il diritto assoluto di riempire di sé Palazzo Chigi. Sicché snobba i sondaggi, che la danno parecchio dietro a Conte, e si avvia al suicidio delle Primarie.
Come finirà? Ma come volete che finisca. Conte, dc inestirpabile, idealmente e diabolicamente andreottiano, farà un passo indietro ma soltanto se Pd e compagni gli metteranno per iscritto (con adeguata penale) che dopo Mattarella il Quirinale sarà suo.
Resta il rischio, per la coppia Schlein- Conte, di fare i conti senza l’oste. E l’oste, nella fattispecie, è lei: Giorgia Meloni. Che silenziosamente – “dicunt” – sta lavorando per un obiettivo ambizioso ma nient’ affatto improbabile: prendere due piccioni con una fava.

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