Il ministro Zangrillo e il “tesserificio” di Forza Italia

Corsera di ieri. Intervista (raccolta da Simone Canettieri e Maria Teresa Meli) al ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. Le domande vertono essenzialmente sui “mal di pancia” sempre più frequenti in Forza Italia. Zangrillo non mette in discussione la leadership di Tajani. Tuttavia non gli risparmia critiche ben motivate, a cominciare dalla scarsa propensione a fare squadra: “Bisogna saper ascoltare – afferma – anche le ricette degli altri”. È qui che i due giornalisti gli chiedono: “Quale sua ricetta non è stata ascoltata?”. La risposta: “Per esempio abbiamo gestito i congressi secondo i pacchetti di tessere. Berlusconi non ha mai voluto sentir parlare di tessere e congressi. Non perché non siano importanti. Ma FdI ha la metà delle nostre tessere e il quadruplo di elettori. La classe dirigente non può essere fatta sulla base di pacchetti di voti”.
Zangrillo dice una cosa sacrosanta: altro sono i laboratori politici, altro i tesserifici. Tuttavia, se può consolarlo, e per stare al suo ragionamento, il Partito Democratico è “compagno al duol”: rispetto a FdI, ha un numero di tessere oltre dieci volte in più e quasi il 10 per cento di elettori in meno.

Sign Up to Our Newsletter

Be the first to know the latest updates

[mc4wp_form id="13355" element_id="style-1"]