A proposito dello stadio di Avellino

“Perché sono stati stanziati fondi pubblici per gli stadi di Napoli e di Salerno e non anche per quello di Avellino?”.
Bella domanda rivolge un lettore all’Irriverente! Bella e decisamente interessante, soprattutto alla luce delle noiosissime cronache che stanno accompagnando la vicenda dello stadio avellinese, con il Comune e la Società sportiva dei Lupi in polemica tra loro già da un bel po’.
Ma cominciamo col dire che i casi degli stadi di Napoli e Salerno sono molto diversi da quello avellinese. E partiamo dalla notizia, assolutamente ottima, lanciata dalle agenzie tre giorni fa.
Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile ha dato l’ok allo stanziamento di ben 280 milioni per la riqualificazione delle maggiori strutture calcistiche della Campania: 150 milioni sono destinati al Maradona, 139 all’Arechi e al Volpe.
Manco a dirlo, alla notizia di questi finanziamenti i politici napoletani e salernitani si sono affrettati a metterci su il cappello del proprio partito. Per Fratelli d’Italia si son mossi in particolare il senatore Sergio Rastrelli e la deputata Imma Vietri (“Tutto merito del governo Meloni”). Per il Partito Democratico ci ha pensato il segretario campano e deputato Piero De Luca (“Tutto merito della Regione Campania in adesione alle proposte dei Comuni di Napoli e Salerno”).
A prescindere dalle rivendicazioni del “merito”, esercizio nella norma della propaganda politica, significativa è la sottolineatura che fa Piero De Luca: la Regione ha agito “in adesione” alle richieste avanzate dalle amministrazioni comunali delle due maggiori città campane. È importante questo passaggio per rispondere alla domanda del nostro lettore attraverso un’altra domanda nient’affatto retorica: il Comune di Avellino ha fatto a Palazzo Santa Lucia la richiesta di risorse per lo stadio in tempo utile, quindi all’epoca del governatore De Luca? È una informazione che potrebbe gentilmente fornire il Comune di Avellino, od anche e addirittura meglio lo stesso Piero De Luca, vista la puntualissima solerzia con cui ha messo i puntini sulle “i” dell’indiscutibile decisionismo paterno (E qui, si perdoni la digressione, ci permettiamo di chiedere all’Onorevole Piero – giacché si trova – se può anche chiedere all’ex governatore De Luca che fine hanno fatto i 140 milioni del nostro chiodo fisso, ovvero della Piattaforma logistica di Valle Ufita).
Torniamo al nostro affezionato lettore. Noi non sappiamo, in verità, se per lo stadio di Avellino si poteva ottenere o meno quel tipo di finanziamento. Sappiamo che la questione Napoli-Salerno è stata risolta attraverso la modifica dell’Accordo di coesione tra Regione Campania e Governo centrale. E che tra le motivazioni addotte c’era la necessità di riqualificare il Maradona, l’Arechi e il Volpe per rafforzare la loro candidatura agli Europei di calcio 2032. Va riconosciuto: una mossa oggettivamente intelligente, fondata e persuasiva.
Con la stessa certezza, tuttavia, al nostro lettore diciamo che la classe dirigente politica e amministrativa è inadeguata al ruolo che ricopre e che non sta dando nemmeno i risultati minimi ch’era lecito attendersi. Quella irpina è una classe dirigente politica e amministrativa che pensa poco e parla troppo, perdippiù quasi sempre a vanvera. È una classe dirigente che se ne sta buona e zitta, e chissà che in privato non ringrazi (finanche!) le multinazionali che rapinano “a pale armate” l’ambiente irpino con i loro campi eolici. Che si fa fregare dal compagno De Luca i finanziamenti delle opere strategiche per lo sviluppo (ancora la Piattaforma logistica? Sì, ancora e almeno fino alle politiche del 2027!) e continua a stargli dietro. Che tollera il carrozzone politico dell’Asi responsabile della mancata vigilanza sul depuratore “monstre” dell’area industriale Nusco-Lioni-Sant’Angelo. Che non si degna di fare lo sciopero della fame, anzi continua ad ingrassare, di fronte al vergognoso scandalo della Lioni-Grottaminarda. E l’elenco delle inadempienze, delle strafottenze, del tira a campare, delle semine clientelari e inganni annessi, e di certi arricchimenti potrebbe continuare…ma fermiamoci qui. Per ora. C’è tempo. Si vota tra un anno.

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