Caro Irriverente
Carissimo Camillo,
prendo spunto dalla tua “denuncia” riferita alla difficoltà/impossibilità di accesso dei pazienti fragili alle cure, per tentare qualche riflessione sulla sanità pubblica. Da anni oramai assistiamo a un progressivo definanziamento del SSN che si traduce in riduzione delle prestazioni erogate e, in qualche caso addirittura di sostanziale negazione, con la conseguenza che è crescente la fascia di popolazione che di fatto rinuncia alla prevenzione e alle cure. Si stima che al fabbisogno sanitario pubblico necessario per garantire l’effettività dei LEA manchino grosso modo tra i 30 e i 40 miliardi di euro (più o meno 1,5 punti di PIL). Attualmente la spesa sanitaria pubblica è pari a circa 143 miliardi di euro, pari al 6,14 del PIL. Il finanziamento del SSN pur cresciuto negli anni in termini nominali è diminuito progressivamente in termini di valore effettivo. L’inflazione non ha mangiato solo gli stipendi degli italiani ma si è abbattuta anche sul finanziamento del SSN. Il finanziamento della sanità pubblica in Italia è ben al di sotto della media europea (7,1% del PIL) e significativamente al di sotto di Francia e Germania (circa la metà).

Carmine Mariano
Al netto della mala gestio, delle inefficienze e degli sprechi, il sistema non è in grado di reggere: mancano medici, infermieri, OSS. In alcune strutture non si riesce a garantire neanche l’emergenza. Molte strutture sanitarie sono fatiscenti e comunque non a norma. E’ evidente allora che vi è un problema di finanziamento (e aggiungo di governo) del sistema che va affrontato in termini concreti. Se vogliamo conservare un SSN che garantisce la salute di tutti bisogna affrontare con serietà, ma anche con urgenza, il tema della sostenibilità e del finanziamento e, aggiungo, del concorso alle cure della sanità privata. Non c’è più tempo. La popolazione anziana diventa sempre più prevalente e richiede cure spesso ad alto costo e per periodi sempre più lunghi, in un percorso che inevitabilmente diventa sempre più impegnativo e costoso.
Ci riempiamo la bocca di “medicina di precisione”, di farmaci innovativi, di car-T, epperò le porte delle strutture per i pazienti più fragili continuano a rimanere sbarrate.
Un abbraccio.
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Grazie Carmine per la tua luminosa nota. Assolutamente chiara e ineccepibile. Come tutto ciò che va alla sostanza vera dei problemi, al di là di stupide posizioni ideologiche e partigiane. Del resto, dalla tua ben nota onestà intellettuale e dalla solida competenza del professionista che ha validamente ricoperto ruoli manageriali nella sanità pubblica, non ci si poteva aspettare altro.
Su queste questioni L’Irriverente farà più di una battaglia. Molto presto ci ritorneremo. A partire dalla indegna condizione della Riabilitazione pediatrica, vicenda per la quale io non ho nessuna intenzione di mollare la presa.
Ricambio l’abbraccio.



