Acquaquiglia del Pozzaro

A Napoli esiste un tragitto noto come il miglio sacro, che collega le catacombe di San Gaudioso a quelle di San Gennaro e al cimitero delle Fontanelle, segnando il confine simbolico tra il mondo dei vivi e quello dei morti. È qui, nel cuore del rione Sanità, che si nasconde un pezzo di Napoli antica riscoperto quasi per caso.

Vincenzo Galiero, fabbro del quartiere, spinto dai figli e dai racconti familiari tramandati per generazioni, aveva deciso di esplorare un’umile abitazione in tufo giallo ereditata dalla famiglia, in via Fontanelle. Sotto i suoi piedi ha scoperto un complesso sotterraneo fatto di cinque pozzi e cunicoli, scavati dai tagliamonte probabilmente nel Seicento, dove gli abitanti attingevano l’acqua. È nata così l’Acquaquiglia del Pozzaro, un luogo aperto ai visitatori che oggi attrae curiosi da ogni dove, tappa ideale prima di entrare nel vicino cimitero delle Fontanelle.

Il nome Acquaquiglia ha origini affascinanti. L’acqua sorgiva che scorreva nel sottosuolo dalla zona Capodimonte-Sanità, detta di “Aquilia”, si riversava nei mascheroni di una fontana cinquecentesca al Molo Piccolo, ornata da una vasca a forma di conchiglia, in gergo quaquilia. Da qui la bizzarra denominazione, che lega il sito al mondo delle acque sotterranee e, simbolicamente, a quello dei defunti.

Napoli custodisce una storia millenaria di pietre e acque, di grotte scavate nel tufo e addolcite da sorgenti ritenute magiche e terapeutiche. Sorgenti dalle quali sgorga acqua “buona per tutti i mali”, senza odore né sapore, capace di guarire e dissetare.

I cunicoli dell’Acquaquiglia erano noti da secoli nelle leggende locali, ma nessuno era mai riuscito a localizzarli. Ora, riportati alla luce, raccontano ai visitatori le antiche storie di una Napoli nascosta sotto i nostri piedi.

Sign Up to Our Newsletter

Be the first to know the latest updates

[mc4wp_form id="13355" element_id="style-1"]