Urbano Cairo e la libertà di stampa
Enrico Mentana – il direttore Tg tra le “eccellenze” che abbiamo avuto in Italia – dopo 16 anni lascia La7. Condurrà l’ultimo tg il 23 dicembre. Sul suo futuro solo qualche indiscrezione. Si vedrà. La notizia, piuttosto, è che l’editore di La7 e del Corriere della Sera, Urbano Cairo, ha rotto il silenzio sul caso Mentana nel corso di un’intervista al programma di Rai Radio 1 “Un giorno da pecora” condotto da Giorgio Lauro e Nancy Brilli. Ben lungi dal fare il lupo, anzi decisamente garbato e affettuoso, Cairo ha detto tra l’altro: “In questi anni Enrico ha avuto assoluta libertà, come è giusto che sia. Come sempre è stato, anche in questa vicenda lascio fare a lui, un professionista di alto livello. Mi dispiace, è un amico ed è bello andarci a cena, rispetto i suoi desiderata”. Incalzato dai conduttori del programma, Cairo ha aggiunto di non condividere alcune affermazioni di Mentana secondo cui La7 sarebbe antigovernativa. E ha spiegato: “Io non sono contro nessuno, lascio libertà di espressione. Quando Enrico è arrivato a La7, prima di me, io ho acquistato la tv nel 2013, c’erano giornalisti come Gad Lerner e Michele Santoro. Quella era una tv più orientata a sinistra di quella di oggi”.
Cosa dire? Urbano Cairo è un grande editore. A parere della vostra Mila Martinetti, il migliore che l’Italia abbia avuto. Ed è verissimo che lascia assoluta libertà ai direttori delle sue testate giornalistiche. Il Corriere della Sera ne è la prova massima. Tuttavia, ci consentirà, il dottor Cairo, di contraddirlo almeno sui programmi di punta di La7, a parte il Tg: al confronto con Gruber (Otto e mezzo), Floris (Di martedì) e Formigli (Piazza Pulita), oggi Gad Lerner e Michele Santoro apparirebbero filogovernativi e iscritti al partito di Carlo Calenda.



