Caro Irriverente
Carissimo Camillo,
quei giovani teppisti che hanno messo a ferro e fuoco Milano sono per fortuna una minoranza. La gran parte dei giovani manifesta pacificamente e con consapevolezza. Certo quanto è accaduto a Milano è gravissimo e non può essere sottovalutato o tollerato. Tuttavia non ce la possiamo cavare neanche prendendo semplicemente le distanze da quanto accaduto, magari derubricando tutto a questione di ordine pubblico e magari pensare che la soluzione sia inasprire le pene e/o introdurre nuove fattispecie di reato.

Carmine Mariano
Non funzionerebbe. Non è certo l’inasprimento delle sanzioni a dissuadere dal compiere gli atti di vandalismo che stiamo commentando. Adolescenti che evidentemente non percepiscono il disvalore delle proprie azioni, eccitati dallo scontro violento che li rende protagonisti sui blog. Spesso si tratta di vite emarginate in famiglie che nel migliore dei casi sono distratte o assenti, che si lasciano vicariare dai social. Anche noi dovremmo interrogarci a fondo su cosa stiamo sbagliando, su cosa stanno sbagliando i genitori, la scuola, la cosiddetta comunità educante, la politica.
Spesso preferiamo non occuparcene, salvo scandalizzarci quando esplode la violenza.
In fondo anche la nostra indignazione è intrisa di ipocrisia.
Peraltro mica si possono militarizzare le piazze.
Piuttosto si dovrebbero monitorare attentamente i social per sapere per tempo come si organizzano questi gruppi.
Un abbraccio.
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Grazie Carmine. Condivido. Ma è preoprio per questo che è ridicolo e fuorviante pensare di cavarsela attribuendo la responsabilità del tutto alle Questure che hanno schierato pochi poliziotti.
Occorrono riflessioni adeguate, da parte di persone adegaute. E manco questo – è sicuro – potrà bastare.
Ricambio l’abbraccio.



