Piattaforma logistica: lo scandalo continua

Mentre M5S e Pd (regionali e provinciali) continuano a coniugare i verbi al futuro remoto sulle aree interne – l’ex deputato dem Luigi Famiglietti, oggi referente irpino di “Progetto civico Italia”, parla al presente e dice una cosa, ovvia quanto si vuole, ma decisamente molto seria. Traduciamo in estrema sintesi: se davvero la Regione Campania vuole sostenere in concreto il processo di sviluppo dell’Irpinia interna, la soluzione è offerta dall’Alta Velocità /Alta Capacità Napoli-Bari e si chiama Piattaforma Logistica di Valle Ufita.
Questa indicazione è solo un capitolo, chiaramente, della più ampia opportunità che il Treno Veloce Napoli-Bari crea sull’intero territorio attraversato dalla grande opera ferroviaria in via di realizzazione e il cui completamento è previsto per il 2029. I dettagli saranno illustrati oggi alle 17,30 – presso la Dogana degli Aragonesi di Flumeri – nel corso della presentazione del volume “Bari-Napoli, un nuovo asse di sviluppo per l’economia italiana”, autori Francesco Prota e Gianfranco Viesti, professori di Economia dell’Università barese; moderatore Gianni Colucci, capo della redazione avellinese de Il Mattino.
Ma torniamo al capitolo irpino, Piattaforma Logistica: una battaglia che L’Irriverente sta conducendo da mesi, dopo aver scoperto e denunciato lo scandalo della cancellazione di questa opera dalla programmazione dei fondi Coesione e Sviluppo 2021-2027, decisione assunta dall’ex giunta De Luca il 29 settembre 2025 con la delibera numero 656.
È importante tornarne a parlare in coincidenza con l’evento in calendario oggi a Flumeri. È importante perché se è vero quanto affermato da Famiglietti, e cioè che soltanto con la realizzazione della Piattaforma Logistica (oltre alla Stazione Hirpinia, naturalmente) le aree interne possono uscire dall’isolamento, è altrettanto vero che a tutt’oggi nessuno – tra Regione Campania e Rfi – è ancora in grado di dire con quali risorse, dopo lo scippo di De Luca, sarà realizzata l’infrastruttura; quando, eventualmente, inizieranno i lavori e in quale “epoca” saranno presumibilmente completati.
Insistiamo fino alla noia con queste domande perché restano vaghe tutte le risposte sin qui date dalla Regione. Prova ne sia quella fresca di settimana seguita ad una interrogazione dei consiglieri regionali della Lega. L’unica cosa chiara emersa dall’ennesimo tentativo di avere chiarimenti – il tentativo leghista, appunto – è che l’opera di Valle Ufita non è classificata tra quelle prioritarie. Verbi al futuro remoto: “dimane fa ggnuorno!”.
E qui una “punta di giallo” va rilevata e tanto più. La Regione afferma che Rfi è in ritardo con la progettazione. Possibile, probabile, diamolo finanche per certo. Ma si perdoni l’irriverenza. L’incarico della progettazione è stato conferito a Rfi nel 2024. Di grazia, è lecito chiedere e sapere cosa ha fatto nel frattempo Rfi e, soprattutto, perché la Regione non ha mai sollecitato Rfi? Anzi, peggio: perché la Regione ha riavviato il dialogo con Rfi soltanto a luglio 2026, più precisamente dopo che L’Irriverente – 28 giugno di quest’anno – ha denunciato lo scandalo della succitata cancellazione (29 settembre 2025) dei 140 milioni destinati alla Piattaforma Logistica? Non solo. Abbiamo scritto e ripetuto che Rfi è venuta a conoscenza della cancellazione dei 140 milioni direttamente dal nostro servizio di denuncia. Domanda: perché la Regione – dalla data della famigerata delibera 656, ossia 29 settembre 2025, quindi per ben nove mesi – ha tenuto nascosto il fattaccio a Rfi? E qui, però, la domanda va rivolta anche a Rfi: come spiega che dal 29 settembre 2025 al 28 giugno 2026 non ha mai avuto interlocuzioni con la Regione su questo capitolo?
Insomma, c’è troppa roba strana in questa vicenda. Di certo, e scandalosamente, c’è che se L’Irriverente non avesse fatto emergere lo scippo operato da De Luca ben nove mesi prima, il dialogo tra Regione e Rfi non sarebbe mai ripreso, ed oggi non saremmo nemmeno nella condizione di chiedere a Lorsignori: scusate ma i soldi scippati da De Luca all’Irpinia ora ce li avete? Se sì, su quale capitolo di spesa sono appostati? A che punto è il progetto? Quando cominciate i lavori e quando li completerete?
Le cose dette e non dette dalla Regione, le stranezze nel comportamento di Rfi, la sospensione della vicenda in un limbo avvolto ancora da nebbie fittissime, sollevano anche un altro interrogativo: a che gioco state giocando, Signori della Regione e Signori di Rfi?
È noto e notorio che Rfi lavora con tutte le amministrazioni regionali interessate alle reti ferroviarie. È naturale, allora, che tra Rfi e Regioni ci sia comunque un dialogo continuo. Tant’è che Rfi ha in ogni regione un proprio referente incaricato di gestire le relazioni con gli organi amministrativi e politici di ciascuna Regione. E qui la domanda, un’altra domanda, sorge spontanea: possibile che il dialogo tra le due parti interessate si sia interrotto per nove mesi (“save” le date: 29 settembre 2025 – 28 giugno 2026) soltanto sul fantasma della Piattaforma Logistica?
Troppe nebbie, troppi misteri. Ecco perché, Onorevole Famiglietti, nel sottolineare ancora il vivo apprezzamento per l’iniziativa che Lei ha messo in cantiere, ribadiamo la necessità che Regione Campania e Rfi comunichino – non a noi, ma ai cittadini irpini – tre cose ma con chiarezza: 1) Ci sono e dove sono – voce del verbo essere, presente indicativo – i 140 milioni per realizzare la Piattaforma Logistica di Valle Ufita? 2) Considerata l’erosione inflattiva galoppante, saranno sufficienti 140 milioni, se ci sono, per un’opera preventivata con quell’importo due anni fa e del cui progetto ancora non si sa la data del parto, se mai Rfi si deciderà a partorirlo? 3) È dato conoscere una data approssimativa – margine di errore fino a dieci anni, va! – di inizio e fine lavoro?
Bonaria ironia a parte, lo chiediamo, Onorevole Famiglietti, perché quello della Piattaforma Logistica non è l’unico disastro irpino che la (ex) Regione di De Luca e i suoi ex e attuali sodali irpini Alaia e Petracca si portano sulla coscienza. A gridare vendetta (e a questo punto anche “pietà”) c’è pure l’eterna incompiuta Lioni-Grottaminarda: anch’essa infrastruttura strategica lasciata nel purgatorio, a fronte del volo diretto in paradiso delle opere ad abundantiam realizzate nelle province di Salerno e di Napoli.
Così è, se vi pare! (E se non vi pare, dateci dei perché!!).

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