L’Irpinia “piange” e il Pd… fa “festa”

Il governo regionale guidato da Roberto Fico e l’attenzione concreta per l’Irpinia. Ma precisiamo subito: attenzione per i problemi veri e seri della provincia avellinese, non per le mancette elettorali già distribuite o per le promesse che bollono in pentola in vista delle politiche dell’anno prossimo.
Se l’attenzione è quella raccontata sabato alla Festa dell’Unità nel capoluogo, gli irpini hanno di che preoccuparsi: il loro territorio continua ad essere trattato come estrema periferia della Campania. Perché sui “problemi veri seri”, almeno fino ad ora, non si è mossa foglia. Sono trascorsi nove mesi dall’insediamento del nuovo governatore e da queste parti non è ancora “nato” alcunché. Invero, al di là delle buone e sincere intenzioni ripetutamente manifestate da Fico, sembra di capire che non si trovi il chirurgo adatto per tentare il “parto cesareo” almeno dei problemi più urgenti.
Prendete la questione diventata ormai paradigmatica dell’Irpinia trattata da lembo insignificante della Campania: la piattaforma logistica di Valle Ufita, lo scandalo dei 130 milioni scippati all’Irpinia dall’ex governatore De Luca e portato alla luce dal nostro giornale dopo che per ben dieci mesi era stato ignorato dai consiglieri regionali irpini e dall’intero establishment politico del campo largo. Sabato, in collegamento da Napoli con la Festa dell’Unità di Avellino, il nuovo governatore si è limitato a dire che “è stato ripreso il dialogo con Rfi” e che “a breve ci sarà una nuova riunione”. È pur vero – va sottolineato – che dopo le continue pressioni de L’Irriverente la giunta regionale ha inserito quattro righe di generico “impegno” nel documento di Economia e Finanza 2027-2029. Ma siamo ancora a questo passo di marcia? Ci sono tre domande essenziali alle quali il governo regionale dovrebbe rispondere con chiarezza: 1) I 130 milioni destinati alla piattaforma logistica e scippati da De Luca per usi salernitani sono stati recuperati, Sì o No? E se la risposta è Sì, si può sapere – di grazia – da dove sono arrivati? Non ci risulta che la Regione stampi moneta. 2) Il giallo della progettazione: un anno fa Rfi aveva praticamente completato gli elaborati tecnici. Perché mai nella proposta di risoluzione al documento di Economia e Finanza si parla ancora di dialoghi con Rfi per spingere l’avanzamento della progettazione? Chi mente in questa storia, Rfi o la Regione? 3) Se le risorse ci sono, è in grado la Regione di dire quando si aprirà il cantiere della piattaforma logistica e quali saranno i tempi di realizzazione?
Insomma – nessuno dei soggetti in commedia se ne dolga – i comportamenti istituzionali sin qui tenuti si prestano ad una lettura tutt’altro che rassicurante. La sensazione, a nove mesi e rotti dall’insediamento del nuovo governo regionale, almeno per quanto riguarda gli interessi dell’Irpinia, è che siamo passati da De Luca lo “Scippatore” a Fico il “Temporeggiatore”.
Chiaramente, se Fico temporeggia è perchè, con ogni evidenza, alcuni suoi assessori non sono sintonizzati sullo stato di emergenza dei problemi irpini. Un altro esempio di questione vera e seria? Ancora alla Festa dell’Unità di Avellino si è distinto per chiacchierologia, ancorché tecnicamente forbita, il vice governatore e assessore ai Trasporti Mario Casillo. È partito dai cambiamenti climatici che potrebbero indurre molti cittadini dell’area metropolitana a spostarsi verso le zone interne: chissà, forse Casillo intendeva dire che da queste parti l’aria è più fresca, bontà sua. È partito da lì, dunque, per affermare che la Regione vuole rafforzare la rete infrastrutturale viaria e ferroviaria irpina. Intuizione strabiliante. Ma se così è, a prescindere dai capricci climatici che non c’entrano niente, perché mai il vice governatore non ha inteso spendere mezza parola sulla Lioni-Grottaminarda, opera strategica con i cantieri fermi, che è l’altro immenso problema della provincia avellinese? Il vice di Fico sa bene che quell’asse viario è bloccato per colpa della Regione che non ha garantito i flussi finanziari. E sa bene anche che, tra revisione prezzi e opere di completamento, servono oltre 250 milioni. Arriveranno per virtù dello Spirito Santo?
Morale della (non) favola. Le feste dei partiti passano e anche le elezioni del prossimo anno passeranno. Si abbia il buon senso di non continuare a prendere per i fondelli una comunità, quella irpina in questo caso, che non ha – facciamone rima – l’anello al naso. Ci hanno già provato illustri politici irpini a promettere la luna nel pozzo e a fregarsi i voti e via: non passeranno alla storia come Statisti. Figurarsi se l’impresa potrà riuscire a politicanti napoletani per quanto abili nel gioco delle tre carte. E nonostante godano della complicità di alcuni “signorini” irpini che siedono sui banchi del Consiglio regionale.

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