L’intervista a La Stampa. Piantedosi: “Nessun cedimento a provocazioni. I violenti danneggiano chi manifesta”
Il ministro dell’Interno: la linea del contenimento ha funzionato.
Al termine della giornata dei cortei degli studenti, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in un colloquio con La Stampa, non si sottrae a un bilancio. Non condanna i giovani scesi in piazza a chiedere attenzione e risposte, ma i pochi violenti: «Le intemperanze finiscono per coprire il motivo di qualsiasi manifestazione».
L’ordine pubblico?
È stato gestito con «fermezza senza alcun cedimento rispetto ad attacchi e offese ingiustificati». Quello di ieri è stato un venerdì dall’equilibrio complesso, con migliaia di ragazzi a urlare disagio e preoccupazioni e qualche centinaio di violenti che ha cercato di trascinare la protesta nel caos «danneggiando – dichiara il ministro – tutti gli altri che sono scesi in piazza».
Non raccogliere le provocazioni. Contenere e intervenire solo in caso di necessità. Questa la linea tracciata dal Viminale nei giorni scorsi, quando su social, siti internet e chat Telegram rimbalzavano gli appelli a partecipare al “No Meloni Day” e su giornali e televisioni comparivano le immagini dei blitz violenti in tre scuole di Torino, compresa un’elementare. Questa la linea delle Forze dell’ordine tenuta ieri nelle piazze.
Il ministro Piantedosi rivendica soddisfatto un ordine pubblico gestito con misura e la giornata la riassume così: «A fronte di reiterate violenze e provocazioni, da parte anche di manifestanti giovanissimi, gli operatori delle forze di polizia hanno mantenuto un atteggiamento di grandissima accortezza, dimostrando la consueta grande capacità nella gestione di situazioni complesse». L’ordine pubblico è una questione delicata, caratterizzata da contrappesi e bilanciamenti.
Lo sa bene il titolare del Viminale che sottolinea: «La linea delle forze dell’ordine, oggi come sempre, è stata quella del contenimento a distanza, con interventi avvenuti solo quando sono stati strettamente necessari». Qualche tafferuglio a Bologna, idranti e cariche di alleggerimento a Torino.
A Roma brevi momenti di tensioni con un gruppo di incappucciati che ha lanciato bottiglie di vetro, petardoni, pietre e ha svuotato due idranti contro la polizia schierata davanti al ministero dell’Istruzione. «A tutti gli uomini e a tutte le donne in divisa che hanno lavorato sostenendo il peso della gestione di situazioni così difficili va la gratitudine del governo», dichiara il ministro Piantedosi. Che ribadisce: «C’è stata fermezza senza alcun cedimento davanti ad attacchi ingiustificati».
Il titolare del Viminale difende l’operato dell’esecutivo: «I temi per cui si sono mobilitati i manifestanti, condivisibili o meno, non hanno nulla a che vedere con presunte azioni o omissioni del nostro governo».
Parla di una «lampante strumentalizzazione di temi importanti a fini politici».
Poi allarga la riflessione: «Come al solito va sottolineato che le violenze finiscono per coprire il motivo di qualsiasi manifestazione, andando a discapito di chi vuole esprimere il proprio orientamento come si addice alle regole della convivenza civile». L’ordine pubblico, specifica il ministro, «si mantiene e non si impone proprio perché è richiesto a chi manifesta in primis di fare il proprio dovere.
È questo oggi, come in altre occasioni in passato, è venuto meno da parte di alcune frange di manifestanti che hanno finito per danneggiare tutti gli altri che sono scesi in piazza». E se alcune centinaia di persone hanno cercato lo scontro in ogni modo, migliaia di giovanissimi hanno sfilato per far sentire la loro voce, le loro esigenze, i loro desideri, i loro sogni.



