Alto Calore: la storia infinita

Alcuni sindaci irpini, che politicamente si richiamano all’asse PD-ItaliaViva, criticano la gestione dell’Amministratore Unico dell’Alto Calore. Le scelte di Alfonsina De Felice non convincono questi primi cittadini. Stranamente, solo quelli di una precisa matrice politica. I quali hanno manifestato perplessità per una gestione che, invece, sembrerebbe aver imboccato la strada di un serio risanamento.

Ma non è che, per caso, è proprio questo che non gradiscono questi nostri sindaci? Il dubbio viene perché solo chi ha memoria molto corta può ignorare la storia dell’Ente: una spettacolare voragine che ha ingoiato, per prebende  e incarichi clientelari di ogni tipo, cifre astronomiche che fanno gridare allo scandalo.

…O, piuttosto, fanno gridare al miracolo? (del quale qualcuno oggi potrebbe sentirsi orfano)

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(stralcio da Ottopagine del 7 luglio 1996)

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…E ‘o miracolo ‘e ll’acqua ca esce fora

comm’ a piazza Navona e a piazza ‘e Spagna?

Ma in Irpinia facimmo meglio ancora:

cu’ ll’ acqua nun se beve, ma se magna!

…

Come sarebbe? Ve lo spiego presto.

Lo conoscete voi  l’Alto Calore?

E’ storia nota: ci fu cchiù ‘e ‘n’ arresto

che fece, a suo tempo, assai scalpore.

…

Qualcuno, al potere assai vicino,

capace di magìe ca nun te crire,

ha trasformato l’acqua di Avellino

in molte carte ‘e cientomila lire…

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