L’antisemitismo a chiacchiere di Elly Schlein
Niente da fare: la segretaria piddì Elly Schlein ha imposto al partito un sostanziale cambio di rotta ordinando di votare No al disegno di legge contro il semitismo atteso alla Camera. Il dissenso profondo dell’area riformista è stato espresso ieri da Graziano Delrio attraverso un’intervista al Corsera. L’ex ministro ha detto tra l’altro: “Sono molto amareggiato e rattristato. Per questa battaglia ho ricevuto minacce. Un argomento così importante come l’antisemitismo meritava una convergenza delle forse politiche come richiesto da Liliana Segre. E questo soprattutto in un Paese che ha conosciuto le leggi razziali del fascismo”.
Testardamente inamovibile la Schlein. E ciò nonostante si fosse commossa – durante una riunione per decidere il voto su quel Ddl – quando ha voluto ricordare le sue origini ebraiche. Di fronte a un dettaglio del genere, a nessuno, nemmeno ai riformisti piddì presenti, è venuto in mente di chiederle: “Scusa, Elly: hai quelle origini e ci fai votare contro un disegno di legge antisemita. E se avessi avuto origini “ariane”, cosa avresti imposto, il divieto d’iscriversi al Pd ai discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe?



