a cura di Carmine Cioppa
L’almanacco di oggi comincia da una firma, come quella che il 18 settembre del 1739 che comportò la cessione di Belgrado all’Impero ottomano. Stesso giorno, ma del 1851: nasce il New York Times, una delle testate giornalistiche più famose del mondo. Per il primo numero del quotidiano nato, quindi, 175 anni fa, fu scelto il nome di “New York Daily Times”. Il quotidiano, inizialmente di sole quattro pagine, nacque dall’iniziativa di Henry Raymond, il direttore, George Jones, il direttore commerciale e E.B. Wesley, giornalista.
Ai suoi esordi, il quotidiano veniva stampato in un loft di Manhattan. La svolta, però, si ebbe con l’acquisizione da parte di Adolph Simon Ochs, vent’anni dopo la pubblicazione del primo numero. L’editore portò la testata giornalistica al successo e la rese una delle più importanti in tutta America.
Dopo l’acquisizione, il New York Times riuscì a conquistare un posto di proprietà a Times Square, la piazza più celebre di New York.
Ad oggi, momento di crisi per il giornalismo stampato, il New York Times vende ancora un milione di copie al giorno. Mentre, per quanto riguarda la piattaforma online, conta circa 31 milioni di visitatori giornalieri. È, di fatto, il giornale più conosciuto al mondo.
La testata giornalistica, fin dai suoi inizi, non ha mai nascosto il suo orientamento politico. Nel 1860 appoggiò le elezioni del celebre Abramo Lincoln, candidato repubblicano. Sostenne anche il candidato, sempre repubblicano, W.L. Willkie che fu sconfitto, poi, da Roosevelt. La testata fu di supporto anche a Barack Obama nelle elezioni del 2008.
La sede del New York Times è sempre stata piuttosto prestigiosa: è, infatti, il primo giornale ad avere una sede studiata appositamente per ospitarlo. L’ultimo importante trasferimento della testata risale al 2007. In particolare, a fare da sede per il famosissimo giornale è un grattacielo progettato da Renzo Piano di 52 piani, il Times Square Building.
Al Times, sin dai suoi esordi, hanno lavorato i migliori giornalisti d’America. Nel corso della sua storia, la testata ha raccolto 100 premi Pulitzer…1732: nasce a Londra il Covent Garden come Her Majesty’s Opera House. Adibito a teatro di prosa, all’inizio prese il nome semplicemente dal luogo in cui sorgeva e tutt’oggi è ancora possibile sentirlo chiamare in questo modo.
In seguito al Licensing Act del 1737, aveva, insieme al Drury Lane, il monopolio dello spoken drama (il “dramma parlato”, così definito per distinguerlo dall’opera). L’edificio fu ricostruito una prima volta nel 1809 e, sin dall’inizio, vi furono messe in scena prevalentemente opere di tradizione italiana. Dopo dei lavori di ristrutturazione venne riaperto il 6 aprile 1847 come Royal Italian Opera con la Semiramide di Rossini.
Distrutto da un incendio nel 1856 fu sostituito con la struttura attuale due anni dopo.
Durante la guerra, la Royal Opera House fu affittata dai proprietari, Covent Garden Properties Ltd, alla Mecca Sale da ballo che la utilizzarono in modo redditizio come sala da ballo. Verso la fine della guerra, i proprietari furono avvicinati dagli editori musicali Boosey and Hawkes per vedere se erano ancora interessati a sottoscrivere un contratto di locazione dell’edificio e di messa in scena di opere e balletti. Boosey e Hawkes presero loro il contratto di locazione e concessero un sub-contratto di locazione a condizioni generose per un credito fiduciario benevolo, senza profitto, istituito per eseguire l’operazione. Il presidente del credito fiduciario era Lord Keynes. Venne nominato, come direttore musicale, un austriaco, poco conosciuto, Karl Rankl. Prima della guerra, Rankl aveva acquisito una notevole esperienza a capo di compagnie d’opera in Germania, Austria e Cecoslovacchia. Accettò l’invito per assemblare e formare i cantanti principali e il coro di una nuova compagnia d’opera, al fianco di un’orchestra permanente che avrebbe suonato sia nelle opere che nei balletti.
Il nome di “Royal Opera House” gli fu dato nel 1892.dal teatro al Panico. Il panico del 1873, noto anche come la “Grande Depressione”. Un periodo di crisi economica che ha avuto inizio a Vienna nel 1873 e si è esteso a tutto il mondo. Questo evento ha portato a una serie di fallimenti bancari e a un’instabilità economica significativa. La crisi è stata causata da una combinazione di fattori, tra cui l’abbassamento dei prezzi, i tagli salariali e le tensioni sociali. La crisi ha avuto un impatto profondo sulla società e ha contribuito a un periodo di stagnazione economica che è durato fino alla fine del XIX secolo. Peccato non ci fosse allora la Meloni: avrebbe risolto tutto con l’eliminazione della tassa sul bollo auto…

