Atripalda: quel 16 settembre 1947..

L’Almanacco di oggi comincia dalle scale del vecchio comune di Atripalda, dalle quali scendono i promotori del miracolo economico della cittadina. Tra essi si riconoscono il Sindaco dell’epoca Carmine Nazzaro ed il signore che porta i fiori, cioè don Alfredo, il cambia valuta dell’ epoca. È il 16 settembre del 1947 quando parte, da Piazza Umberto I, il primo Filobus ( la machina co’ le pertiche) che si limiterà alla tratta da Atripalda ad Avellino. Con quel filobus andiamo ad onorare, nella Chiesa di Sant’Ippolisto, San Sabino, il Patrono della città. Il viaggio lungo il quale ci conduce l’Almanacco continua e ci porta a Palermo, dove scoppia, nello stesso giorno del 1866, la rivolta del sette e mezzo: la sollevazione popolare avvenuta a Palermo dal 16 al 22 settembre di quell’anno. Venne detta del sette e mezzo perché durò sette giorni e mezzo. E fu costituita da una violenta dimostrazione antigovernativa, avvenuta al termine della terza guerra di indipendenza.

Fu organizzata da ex garibaldini delusi, reduci dell’Esercito meridionale, ex funzionari borbonici e religiosi penalizzati dalle nuove leggi, col sostegno, tra gli altri, dei contadini, dei rappresentanti delle arti e dei mestieri e dei renitenti alla leva. Sul piano politico, venne rappresentata da repubblicani, autonomisti, mazziniani e socialisti che insieme formarono una giunta comunale. Nel 1904 in Italia inizia il primo sciopero generale che durerà sino al 21 settembre, innescato dalla strage dei minatori sardi il 4 settembre ad opera dei Carabinieri. L’Almanacco ci porta anche all’estero. Nel 1920, un carretto carico di esplosivo viene fatto esplodere a Wall Street, tra la sede della banca Morgan & Stanley e la Borsa valori. Unico responsabile della strage è l’anarchico italiano Mario Buda. Nell’attentato trovarono la morte 33 persone, mentre 200 rimasero ferite. Proseguiamo per l’Inghilterra, dove il 1992 sarà ricordato come il mercoledì nero perchè la sterlina esce dal Sistema Monetario Europeo e viene svalutata nei confronti del marco tedesco.

Ma, alla fine, una notizia simpatica sono riuscito  a trovarla ed è lo scherzo della lavatrice. Fiumi di parole, torrenti di eventi che lenti insidiano le menti delle genti, rendendole impotenti, sterili e incoscienti come salici piangenti in mezzo al turbine dei venti… e questa è la realtà unica, tragica, storica, priva di retorica, figlia dell’America, isterica discarica di oniriche illusioni che ci appaiono paradisi ma che invece son gironi infernali di emozioni artificiali, dove lacrime di gioia e di dolore sono uguali, banali, formali, sagome piatte, bidimensionali, quinte di un teatro permanente, di un circo di fenomeni formato dalla gente, secondo quella logica appresa dai latini che il pane e gli spettacoli ci rendono agnellini: miti, passivi, inoffensivi, privi del bisogno d’accertarsi d’esser vivi. Siamo cani sperimentali di Pavlov, la cui salivazione vien dalla televisione controllata, manipolata, pianificata secondo il palinsesto che prevede la giornata. Comincia dal mattino, fino alla sera, l’isterico pigiare delle dita sopra alla tastiera del telecomando scettro esecrando ora accelerando, ora rallentando, è lui che ci comanda in questa sarabanda d’opinioni di fantocci: basta scegliere la banda… UHF, VHF, occasioni di beffe ce ne sono a bizzeffe: basta! Ribellarsi è un dovere… DISCONNETTI IL POTERE!!!…

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